martedì 22 gennaio 2008

Crisi di governo



Mai parole furono più preveggenti...

lunedì 21 gennaio 2008



Il contratto dei metalmeccanici, questo anacronistico oggetto che tuttavia ogni tanto torna alla ribalta della cronaca, è stato firmato. Era il 1996, o '97, che Rifkin già sosteneva 'la fine del lavoro', con questo riferendosi alla scomparsa, soprattutto, del lavoro manuale e in particolare, del lavoro operaio. Poi, a scombinare tutte le teorie, arrivano 7 operai di Torino (x non parlare di tutti gli altri) che pensano bene di morire tutti insieme nello stesso incendio in fabbrica. Apriti cielo, allora gli operai esistono ancora!?! Eh sì, esistono ancora, e ci rappresentano pure. O meglio, rappresentano tutti quelli che campano con 1100 euro al mese e che, nonostante il Veltroni-pensiero, non sono sullo stesso piano del loro datore di lavoro. Neanche per sbaglio. E neanche sullo stesso piano dei manager d'azienda, e neanche dei capi del personale. C'è qualche migliaio di euro al mese, e qualche stock option, di mezzo, tra gli uni e gli altri...

lunedì 31 dicembre 2007

Il pianto operaio

di Bruno Ugolini
Io sono un giornalista. Non rischio di vedere una porta Usb del computer che perde olio e di essere quindi avvolto dalle fiamme senza nemmeno un estintore a disposizione. Non rischio di morire bruciato vivo. Non sono un operaio. Sono un giornalista. Non farò la fine di Bruno, Roberto, Antonio, Angelo, i torinesi ultime vittime di un stillicidio quotidiano riservato agli operai.Potrei continuare e dire: io sono un avvocato, io sono un notaio, io sono un manager, io sono un fruttivendolo, io sono un teleconduttore, io sono un parlamentare. È assai raro che qualcuno di tali stimati soggetti sociali entri nel proprio luogo di lavoro e ne esca racchiuso in una cassa funebre. Non sono operai.L'Italia li scopre in televisione. Gad Lerner torna a visitarli. Eran giovani, i morti. Sono giovani quelli che ne parlano. Giovani moderni, persino con gli orecchini, come si usa ora. Lo stupore si diffonde. Non avevamo scritto che più nessun ragazzo italiano voleva fare l'operaio? Ma poi scopriamo un altra verità: sono quasi tutti figli di operai, non figli di teleconduttori, notai, manager.Ma non erano loro che, come sostenevano grandi teorici, avrebbero dato l'assalto al cielo? Non dovevano dirigere tutto? Non dovevano cambiare il mondo? Ora al massimo, quando ci lasciano le penne, suscitano la tenerezza del capitalismo compassionevole. Nessuno li mette più al centro di un progetto, di un futuro diverso. Al massimo promettono un'aliquota fiscale più bassa. Non sono più classe, son sparpagliati, decentrati, scontrattati. Qualcuno li considera persi nella folla dei consumatori. Qualcuno preferisce corteggiare i più simpatici No Global.Forse anche per questo vediamo i trentenni siderurgici a Torino in ginocchio accanto alle bare dei loro compagni. Forse piangono anche per questo. Per le speranze deluse. Perché non contano più nulla.

Più che le parole, potè Staino. Buon anno


giovedì 27 dicembre 2007

Demenza senile

Lamberto Dini fa parte del gruppo parlamentare più variegato del Senato, il gruppo misto, al quale sono iscritti da Angius Gavino (partito socialista. Partito socialista????) a Bordon Willer (Unione democratica per i consumatori, e qui i punti interrogativi ed esclamativi si spercano), da Cusumano Stafano (Udeur) a Rossi Fernando (Movimento politico dei cittadini) fino a Morselli Stefano (La Destra). Come dire, di tutto di più. E' vero, ci stanno anche i senatori a vita, quelli che sovente salvano la ghirba al governo, ma loro è giusto che stiano lì. Intanto, Dini si definisce ed è definito 'leader dei liberaldemocratici', che sono addirittura 3, lui compreso: Scalera Giuseppe e il mitico D'Amico Natale, ex margherito, opinionista di punta di Radio Radicale, dai microfoni della quale ogni domenica delizia la pennica pomeridiana con i suoi commenti sulle politiche avanzate del Fondo monetario internazionale nello stato dell'Utar pradesh.
Questi sono quelli che danno a Prodi dell'illuso, del parolaio, dell'ormai sull'orlo del precipizio. Sono quelli che sanno per certo che il governo sta al 25% di popolarità, e che possono permettersi di condizionarne la politica e addirittura la vita.
Quella che segue, invece, è la definizione di 'dememnza senile': "si parla di demenza quando si verifica un calo di memoria e di almeno un’altra capacità cognitiva che porta al peggioramento della funzionalità sociale o occupazionale". Serve altro?

lunedì 10 dicembre 2007

Senza parole

Non è che gli ultimi giorni siano stati dei migliori...Una strage in una fabbrica tra lavoratori che sono assurti, loro malagrado, a simbolo di un moderno schiavismo operaio. In senato, una eletta dell'Ulivo rischia di far cadere il governo per tutelare e rivendicare i suoi pruriti catto-omofobici. Devo dire che la nostra classe dirigente, intesa come politica ma anche imprenditoriale, lascia davvero a desiderare, per continuare ad usare toni lievi in una giornata in cui il corteo dei lavoratori a Torino piange quattro morti, alcuni dei quali avevano poco meno o poco più di 30 anni.
Si dice che per consolarsi delle universali e generali tragiche vicende, si debba cominciare a curare il proprio particulare. Ma mi pare che anche nel 2° municipio, la politica attraversi una fase di stanchezza, per non dire altro. Magari, per consolarci davvero, riusciremo ad organizzare una bella festicciola natalizia...

mercoledì 5 dicembre 2007

PD che stress

La nascita del PD appare molto più difficile di quanto avessimo immaginato. Non ci sono notizie certe, informazioni ben definite neanche per organizzare un brindisi con gli amici. Mi consolo pensando che è una naturale fase di difficile transizione, e che tra poco ne verremo fuori. Ciò che mi distrugge è vedere che a tutti i livelli la logica è ancora quella delle correnti di appartenenza, dei sottogruppi di potere, della burocrazia più cretina. E se dovesse continuare così ancora per molto, rischiamo che si perda per strada l'entusiasmo, la motivazione, l'interesse di chi ha creduto davvero che il PD potesse essere il modo migliore per avvicinarsi alla politica.